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parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate quelli a me L onrata nominanza che di lor suona color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti autunno si levan le foglie l una appresso de l altra dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi città dolente per me si va ne l etterno dolore Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme