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trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati città dolente per me si va ne l etterno dolore Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero diritti occhi torse allora in biechi guardommi Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta