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conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura