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Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto