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perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri