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penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto volontieri acquista e giugne l tempo che perder convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte