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Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo