1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta volontieri acquista e giugne l tempo che perder Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno