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Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò volontieri acquista e giugne l tempo che perder terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra