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Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così città dolente per me si va ne l etterno dolore riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde