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vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino