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Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno città dolente per me si va ne l etterno dolore colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche