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altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua diritti occhi torse allora in biechi guardommi Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto autunno si levan le foglie l una appresso de l altra leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato