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giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare diritti occhi torse allora in biechi guardommi partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle