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Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci quelli a me L onrata nominanza che di lor suona quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento autunno si levan le foglie l una appresso de l altra