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Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto quelli a me L onrata nominanza che di lor suona disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti diritti occhi torse allora in biechi guardommi restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto