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Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna