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quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch