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quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi autunno si levan le foglie l una appresso de l altra questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega