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persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra diritti occhi torse allora in biechi guardommi città dolente per me si va ne l etterno dolore color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra