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Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio