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Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna volontieri acquista e giugne l tempo che perder Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti