1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante volontieri acquista e giugne l tempo che perder dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino