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Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume volontieri acquista e giugne l tempo che perder fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero