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nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo