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restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne città dolente per me si va ne l etterno dolore Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso diritti occhi torse allora in biechi guardommi Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà