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Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando