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questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna quelli a me L onrata nominanza che di lor suona autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa