1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume autunno si levan le foglie l una appresso de l altra puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona volontieri acquista e giugne l tempo che perder Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto