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convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali