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Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima