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Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa quelli a me L onrata nominanza che di lor suona giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar diritti occhi torse allora in biechi guardommi Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand