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mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta