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principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri città dolente per me si va ne l etterno dolore colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi