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quelli a me L onrata nominanza che di lor suona altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi