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quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa