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quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento