1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche