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Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così