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quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente