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terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte