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Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia città dolente per me si va ne l etterno dolore Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude aggirammo a tondo quella strada parlando più assai quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così