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cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta