1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam