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Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà città dolente per me si va ne l etterno dolore Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato