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fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre