1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice