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ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto diritti occhi torse allora in biechi guardommi angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente