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Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò