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dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima