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fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci convien tenere altro vïaggio rispuose poi che lagrimar maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi aggirammo a tondo quella strada parlando più assai prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità