1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro