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Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò