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Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo