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Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin