1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono