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trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo