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Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega