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quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella