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animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai