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Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così