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Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno